Il tetto verde - Vicenza Vogue n.12 Marzo/Aprile 2015

Vicenza Vogue Marzo-Aprile 2015
13 Mag 2015

Il tetto verde – Vicenza Vogue n.12 Marzo/Aprile 2015

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La realizzazione di coperture vegetali si può far risalire storicamente alla tradizione scandinava e più in generale ai paesi del Nord Europa; alle origini di questa tecnica, veniva connesso un manto erboso nella copertura, nell’estradosso della parte strutturale, e questo manto era costituito dalla giusta combinazione e mescolanza di terra e vegetali. Si deponeva la terra, o le zolle di erba, su della corteggia di betulla appoggiata sul tetto: la corteggia aveva il ruolo di impermeabilizzante, mentre la terra aveva il solo scopo di mantenere ferma la corteggia grazie al proprio peso. Il tetto verde era realizzato e nasceva da un concetto di pratica necessità, ma non esistevano ancora gli strumenti per comprendere i benefici energetici che lo stesso portava in sé.

Oggi, grazie alle ricerche fatte e alla conseguente conoscenza degli aspetti termofisici di questa tecnologia, si possono apprezzare le qualità e i benefici di questa rivisitazione ecologica di finitura della copertura: il tetto verde, al contrario dell’utilizzo dell’ardesia o della tegola che fanno parte della nostra tradizione costruttiva, permette di avere delle coperture relativamente ben isolate, protette dall’aria e dall’acqua, resistenti al vento e al fuoco, e realizzate con materiali facilmente reperibili e principalmente trovati in loco.

Anche l’impiego del verde nel progetto di architettura è un tema che ha una lunga storia e i principali protagonisti di teorie e applicazioni di questo sistema applicativo, che ne faranno poi un movimento moderno di realizzazione, sono Le Corbusier, Alvar Aalto e Wright .

Il pioniere di questa concezione è Le Corbusier che teorizza l’importanza dei tetti giardino (Vers une architecture – 1923) e propone l’utilizzo del verde nelle coperture piane quale elemento funzionale ai fini abitativi: tetti verdi che diventano tetti giardino, ricoperti di vegetazione, con orti, arbusti, alberi e prato, aumenta la superficie verde nell’edificato, si diffonde il benessere abitativo grazie a quella massa termoregolatrice in cui radici e sabbia lasciano lentamente filtrare l’acqua.

Le tecniche per la realizzazione di tetti verdi prevedono molteplici impieghi e le principali tipologie di coperture sono due: il tipo intensivo ed il tipo estensivo.

Le realizzazioni si basano sull’applicazione di quanto recentemente introdotto dalla normativa UNI 11235-2007 – Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde.

Coperture verdi di tipo intensivo ed estensivo
Le coperture verdi si distinguono in due tipologie: il tetto verde intensivo e il tetto verde estensivo, a seconda dei parametri fisici e costruttivi di ciascuno.

Il tetto verde intensivo si classifica anche come un vero e proprio “giardino pensile” e nella sua struttura si riconoscono tutte le caratteristiche proprie di un giardino: richiede uno spessore di substrato di almeno 30cm e il sovraccarico a capacità massima d’acqua che grava sulla struttura dell’edificio che si deve prevedere è tra i 400 e 750 Kg/m2, mentre il tetto verde estensivo richiede uno spessore minimo dai 5 ai 12 cm e sovraccarico d’acqua è tra i 60 e i 250 Kg/m2.

Da questi fattori resta definito che nel tetto estensivo la vegetazione colonizzatrice è molto resistente (muschi, graminacee, piante grasse, ecc.), l’altezza dei vegetali non supera i 25 cm e l’associazione di più varietà di piante conferisce a questi tetti un aspetto multicolore a seconda delle stagioni. Nel tetto intensivo invece, la vegetazione è formata da alberi anche ad alto fusto e un manto erboso che è sia calpestabile che coltivabile: lo spessore del substrato risulta essere molto più importante e il giardino richiede un’adeguata manutenzione e irrigazione, mentre nel tetto verde estensivo, la manutenzione non è così gravosa in quanto la piantumazione è di piccole dimensioni.

Per le proprie caratteristiche intrinseche, lo spessore della terra e dello strato drenante, nel tetto verde intensivo è quasi sempre limitato o inutile l’utilizzo di isolamento termico, mentre per il tetto verde estensivo l’isolamento è sempre previsto e necessario.

In Europa lo stato più attivo in questo ambito è la Germania che ha avuto negli ultimi 10 anni un incremento del 10% di coperture verdi sui tetti costruiti, grazie anche ad un sistema a punti, che concede una riduzione della tassa ambientale ai promotori immobiliari che progettano case con tetti verdi, dove il comune di Berlino si prende carico del 60% delle spese legate alla costruzione di coperture verdi e all’impianto di trattamento delle acque pluviali.

La situazione in Italia invece, è completamente diversa e il concetto di tetto verde è ancora troppo poco conosciuto e diffuso.