Architettura sostenibile: Riqualificazione e Funzione

25 Mag 2015

Architettura sostenibile: Riqualificazione e Funzione

di Arch. Sebastiano Luciano

I cambiamenti climatici improvvisi e profondi causati dalle azioni umane protratte nel tempo con l’ampio uso di combustibili fossili e le conseguenti emissioni di gas serra nell’atmosfera (principalmente anidride carbonica CO2) hanno costretto l’Unione Europea ad un intervento globale atto a ridurre i consumi energetici, diminuire le emissioni di gas serra rendere più sicuro l’approvvigionamento energetico: costringendo un cambiamento complessivo anche nel nostro modo di vivere. Tali eventi sono principalmente legati al settore dell’edilizia.
Proprio nel settore delle costruzioni è in corso un’inversione di tendenza, attraverso l’introduzione di una progettazione più attenta, metodologie costruttive e di gestione più rispettose dell’ambiente, l’aumento dell’efficienza di conversione dell’energia negli impianti, l’utilizzo di fonti rinnovabili, Idroelettrico, eolico, solare termico, solare fotovoltaico, geotermico, biomasse.

L’attenzione particolare a queste strategie sostenibili, la scelta dei materiali costruttivi ed all’esposizione, hanno introdotto un nuovo modo di fare e pensare l’architettura.
La legislazione Nazionale, di fatto, detta dei requisiti minimi da seguire in caso di ristrutturazione e di un nuovo edificio.
I requisiti minimi per gli elementi dell’involucro edilizio sono definiti nelle tabelle (appendice I) che mostrano la trasmittanza (W/m²K) limite per ogni struttura (limite U). Le tabelle sono suddivise in modo da considerare l’intero involucro dell’edificio: strutture opache verticali, coperture, pavimenti per locali non riscaldati o esterno, chiusure trasparenti, di vetro. Qualsiasi limite si basa sulla zona climatica in cui l’edificio sarà collocato. I limiti sono suddivisi in energia primaria per il raffreddamento ed il riscaldamento.

Ogni zona climatica ha delle criticità progettuali costruttive: bisogna considerare che vi sono diversi aspetti che condizionano fortemente la scelta di una certa forma e l’orientamento dell’edificio durante la fase di progettazione, fino al punto di diventare un punto così importante da influenzare la distribuzione interna degli spazi e dei materiali utilizzati, con preferenza a quelli tipici della locale tradizione e con effetti minimi sull’ambiente. C’è una “importanza del rapporto climatico-ambientali” del sito che influenza l’organizzazione e la struttura del tipo di edificio, seguendo i principi del cosiddetto regionalismo architettonico, per la quale un edificio progettato in un certo luogo è modellato in base alle naturali esigenze di controllo del clima chiaramente riconoscibili e identificabili (e funzionante) solo in quel luogo e non altrove.
Oggi viviamo in un contesto ambientale particolare che richiede una sensibilità costruttiva specifica, da dedicare principalmente all’intervento su edifici esistenti, con tematiche tecnologiche diverse, basate allo specifico contesto ambientale, climatico e funzionale.
Delineando così una visione d’insieme basata nel connubio riqualificazione degli edifici e loro riutilizzo, due temi fortemente legati tra loro con particolare attenzione agli aspetti termici e energetici come un elemento chiave nel processo di recupero.